Hai aggiornato la privacy sul tuo sito web? Sono iniziati i controlli sulle norme del GDPR!
Nemmeno Google è al sicuro: con Google Analytics, il colosso di Mountain View, ha incassato una sonora bocciatura anche in Italia, dopo Austria e Francia dove, il Garante per la Privacy, ha ammonito un editore digitale per non aver rispettato le norme del GDPR.
L’indagine del Garante ha sottolineato che gli editori digitali che utilizzano Google Analytics, raccolgono, mediante cookie, informazioni sulle interazioni degli utenti con i loro siti, le pagine visitate e le interazioni con i siti web.
Tra i dati raccolti ci sono l’indirizzo IP del dispositivo dell’utente, che secondo l’autorità costituisce un dato personale, e informazioni relative al browser, al sistema operativo, alla risoluzione dello schermo, alla lingua selezionata, nonché data e ora della visita al sito web. Queste informazioni vengono poi trasferite negli Stati Uniti.
Piccola parentesi, che cos’è un Indirizzo IP?
Il tuo indirizzo IP è un identificatore unico, un po’ come un indirizzo postale, associato alla tua attività online. Ogni volta che utilizzi Internet richiedi l’accesso a una specifica destinazione online e, in cambio, ti vengono inviate delle informazioni. L’indirizzo IP è il protocollo che stabilisce gli standard e le regole per l’indirizzamento dei dati e la connessione a Internet. Questo protocollo è un insieme di regole che ciascuna delle parti deve seguire per consentire un flusso di dati bidirezionale.
Si può nascondere l’indirizzo IP?
Certamente, lo puoi nascondere utilizzando una VPN!
Stai visitando la grande muraglia cinese e vuoi fare un Reels utilizzando Instagram senza restrizioni? Devi utilizzare una VPN!
Sei negli USA e non vuoi far sapere alla NSA, l’agenzia della Sicurezza Nazionale, i tuoi dati di navigazione? Utilizza una VPN!
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I dati in USA. Ok, ma qual è il problema sulla Privacy?
Il motivo per cui i dati che finiscono negli Usa preoccupano il Garante della Privacy, è legato a una legge statunitense, che permette alla NSA, l’Agenzia delle Sicurezza Nazionale Americana, di accedere a qualsiasi tipo di dato relativo a persone che non siano residenti negli Stati Uniti, ma che siano archiviati sui server delle società americane. Questo può avvenire senza che ci sia un intervento diretto di un giudice, come invece è necessario nell’Unione Europea.
Con questa impostazione di flusso dei dati, non esiste una concreta garanzia di un utilizzo etico e in linea con le direttive Europee sulla protezione dei dati una volta che questi lasciano il continente. Ma quello italiano non è il primo caso in Europa: Francia e Austria hanno vissuto episodi molto simili negli ultimi anni.
È impossibile pensare che questo tipo di provvedimento rimanga un caso isolato. Tantissime aziende si stanno ora chiedendo come sostituire questo fondamentale strumento per evitare di incorrere in sanzioni dolorose.
Il ban totale di Google Analytics non avverrà nell’immediato futuro tuttavia, gli episodi recenti, ci mettono in allerta verso la possibilità di non poter più utilizzare Google Analytics in Europa fino all’allineamento della normativa sulla protezione dei dati statunitense con quella del GDPR.
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News in collaborazione con Dott. Leonardo Maggi di consulentipcn.com
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